DarkMuse 的个人资料L'antro della Musa Oscur...照片日志列表 工具 帮助

日志


2009/4/14

Ode all'Ade

Chiudo il garage e me lo ritrovo alle spalle.
Cazzo vuoi adesso? Non risponde.
Ho già avuto una giornata di merda, ci mancavi solo tu guarda. Deglutisco a vuoto.
E' già il momento? Rimane silenzioso e mi segue fino alla porta, gliela sbatto quasi in faccia, non mi segue. Lo ritrovo davanti all'ascensore.
Senti se sei venuto qui per fare la bella statuina te ne puoi pure andare, lo sai bene che non sei il benvenuto. Sale con me, aspetta che apro la porta, ma non entra.
Ti decidi o no? Entra e si siede su una poltrona, in silenzio mi guarda. Scommetto che uno come lui, nessuno l'ha mai visto, o forse qualcuno si... Non è solo a bruttezza, è quell'aria che ha... è come ti fa sentire solo averlo accanto. Lo sento ridere.
Cos'è che ti fa tanto ridere?
Guardavo la tv. La tv è spenta.
Perchè sei qui? Per altre tue "belle" notizie?
No volevo solo vedere come andava...

Come vuoi che vada? Ma lo sai che sei davvero un coglione?!?! tu ci godi a startene lì a guardarmi mentre mi consumo pensando a quando succederà...
Che lo odio, lo sa. Perchè poi non dovrei? Sicuramente vive pure del rancore che gli altri provano per lui.
Mi passa un giornale, un quotidiano. Sogghigna. La prima pagina titola: "Caccia al serial killer dei boschi!"
Mi cade dalle mani. Tremo, non riesco nemmeno a guardarlo..
Non è detto che è proprio lui... Ma i suoi occhi dicono un'altra cosa...
Quando sarà?
Lo sai che non te lo dirò...
Sarà come hai detto tu?
Non chiedere quello che sai già...
Morirò... Morirò, torturata e fatta a pezzi quando sarò ancora viva... la mia agonia durerà a lungo... Passerò gli ultimi istanti della mia vita, per terra in mezzo ai boschi, sotto una pioggia battente... a morire dissanguata e di dolore... Dopo che sarò morta, si ciberanno dei miei resti gli animali selvatici... Due cacciatori mi ritroveranno solo dopo 7 mesi, quando di me saranno rimaste solo poche ossa...
Come sò tutto questo? Me l'ha detto lui...
Ma non sarà lui ad uccidermi...
Pregarlo e scongiurarlo di aiutarmi non serve a niente... ci ho provato e non ho ottenuto nessun risultato...
Perchè mi fai questo? Mi appoggio al divano per cercare di non crollare al suolo. Lui tace come sempre poi...
Come cazzo ti saresti sentito tu al posto mio se qualcuno ti avesse detto che saresti morto in un modo orribile? Come avresti vissuto con l'angoscia di non sapere quanto ti resta da vivere?
Io suoi occhi sono ardenti, mi penetrano da parte a parte.
Rispondi! dice solo.
Squilla il telefono di casa, cerco di calmarmi prima di alzare la cornetta. E' mamma.
Dov'eri finita? Sono giorni che non ti fai sentire! Ecco l'ultima persona con cui vorrei parlare. Mentre lei incatena fiumi e fiumi di parole senza alcun senso per me, osservo il mio ospite che compiaciuto tiene la testa appoggiata su una mano... la sua orribile testa... la sua orribile mano...
Non hai ancora fatto pace con lui? Questo mi riporta a mia mamma
NO MA’, ti ho già detto che non voglio avere più niente a che fare con lui...
Ma perchè non ci ripens...
Senti ora devo proprio andare, ciao Mà ci sentiamo presto. Chiudo senza darle il tempo di ribattere...
E' accanto a me. No nessuno mi ha detto che sarei morto bruciato in un fienile, dopo che mi ero addormentato. Le porte erano bloccate. Non so dirti se sono morto per le ustioni o per il fumo... sono morto solo, senza che nessuno si accorgesse di niente...
Quando tu morirai sarò lì con te...
Sorride, come se questo potesse rincuorarmi
Sarò io a guardarti esalare l'ultimo respiro...
Un brivido mi corre lungo la schiena, come se fossi già morta e non me ne fossi ancora accorta...
 
-CONTINUA-
 
2006/9/24

Scritti dell'altranno... una rabbia che ora non conosco ma che mi affascina come non mai

Meretrice...
L'inutilità forzata... mi sta uccidendo... chiedo di vivere... il ricircolo è solo morte... voglio un uomo appena incontrato ma che infondo conosco da sempre, perchè uguale alla mia ossessione più profonda... che non smette mai di scavare... cerco di ignorarla ma alla fine la desidero sempre di più... non la sua mente... ma il suo corpo! Il mio si sta autodistruggendo, tra rabbia, dolore, alcool, fumo e pensieri di merda! Voglio essere come gli altri ma allo stesso tempo provo ribrezzo per loro.  La mia anima è in un corpo sbagliato... sto tra persone che non mi somigliano minimamente... sogno la perdita più assoluta, ma tutti mi sono di ostacolo... sono il mio limite... vorrei lasciarli e andarmene... perdere la memoria e dimenticare tutto e tutti...
Quando desidero la normalità e poi mi incazzo perchè non la ottengo, mi butto nella trasgressione... Ho voglia di tagliare le mie vene e le mie braccia... spezzarmi un dito... fracassarmi una mano... fumare una sigaretta e bruciarla sul mio braccio... mordermi la lingua fino a farla sanguinare... voglio scaricare la mia rabbia e il mio rancore...
Voglio un uomo vestito da donna, così sexy e suadente... non so chi trovo più conturbante: uomini o donne? voglio un miscuglio tra i due... Che noia sta vita... quello che voglio è così vicino, ma per dispetto lo allontano da me sempre più...
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Distorsione Sfocata
Perfezione dell'anima
Sordida sfera di disperazione e impotenza
Non c'è più Non c'è più
Grida il vento
La bellezza è andata persa con lui
Tutto ciò non ha senso
Tutto ciò è solo rabbia e dolore
Ti cambia la vita
Ti distrugge la speranza
2006/6/12

Automatic Vitae (prima parte)

Maller euforica rovescia il bicchiere sul tavolino, lo Psikedalcool gocciola giù fino al pavimento. "Oh cazzo scusate" ride lei tirando su di naso. Da quando scopa con quel tipo è completamente rincoglionita, sempre su di giri, sempre piena di Electrostimolanti. Nessuna nel locale si è accorta di nulla, sono tutte prese a chicchierare tra loro o chattare con uomini invisibili. Le regine della notte al femminile. Il GirlChatCafè è saturo di fumo. Lascio perdere il discorso di Maller e mi concentro su una tipa che lasciato il suo tavolo si fionda su per le scale. Stanotte si scopa!
"Tira hai la riprogrammazione domani vero?" me n'ero scordata... il mio appuntamento... Annuisco perplessa. Freeta la mia migliore amica da sempre mi lancia un'occhiata penetrante. Lei ha sempre colto quello che non andava in me. L'intellettuale del gruppo... la brava ragazza. Lei che studia per diventare avvocato. Lei l'unica di noi ad avere una relazione stabile con lo stesso ragazzo da anni... Una relazione virtuale si capisce. E' convinta di amarlo... si può amare una foto? Una scritta su uno schermo?
 
Guardo la porta di casa mia e non so se voglio entrare... mi decido, passo la scheda magnetica nella serratura e il congegno scatta. Appena metto piede nel mio monolocale, le luci al  neon si accendono. "Buio" chiedo e tutto piomba nell'oscurità. *Segreteria telefonica di Tira Whiteless Messaggio 1° Gentile Signorina Whiteless ricordiamo Riprogrammazione prevista per giorno 13 corrente mese. Prego presentarsi al numero 808 Zone Termiche alle ore 9.30 mattino. Grazie. Messaggio 2° Ciao Tira sono K...* "Spegni!" mi sento gelare. Un vuoto dentro... la riprogrammazione. Dovrebbe essere una routine per tutti... da quando è stata indetta tutti ci sono passati,  nessuno può sfuggirci. L'ultima volta che l'ho fatta ero pressapoco una bambina. A 12 anni non hai niente da temere da una scannerizzazione mentale... non si hanno segreti a 12 anni.
Scivolo a sedere, accostandomi alla parete. Osservo la notte fuori e conto le ore che mancano al mio destino.
 
Mi presento alle Zone Termiche con mezz'ora di anticipo sapendo benissimo che mi perderò prima di trovare l'808. Mancano pochi minuti alle 9.30 e io sono di fronte alla porta bianca del laboratorio. Entrerò lo devo fare... Faccio un passo... I tacchi delle New New Version Rock  risuonano nel corridoio sterile.
 
Entro nella stanza e mi chiudo la porta alle spalle. Dentro è buio pesto. Nessun programma ha l'obbligo di donarmi la luce al mio passaggio. Resto in ascolto. Ormai il peggio è passato. Ho fatto quello che dovevo.
Mi addentro nel locale, percepisco che è abbastanza vasto. Chissà a cosa è adibito. Mi spingo verso quello che credo sia il fondo. Una luce d'emergenza illumina qualcosa accatastato in un angolo. Teli polverosi coprono tutto... "OH CAZZO" è finita riesco solo a pensare, mi hanno beccato. "Non farò resistenza, verrò con voi..." dico solo questo prima di rendermi conto che quello che ho davanti è una persona inanimata, un Manichino.
Era dalla mia infanzia che non ne vedevo uno... sostituiti dai SAV gli Schermi Analogici Visionari, erano diventati obsoleti. Non ricordavo nemmeno più che una volta erano esistiti. Mi avvicino, con un po' di timore. Lo pseudo-corpo nudo luccica nella fievole luce... gli ultimi modelli creati in passato erano repellenti alla polvere, questo doveva far parte di quella schiera. Sorrido guardando le sue forme. E' talmente magro e sinuoso. Nel corso degli ultimi decenni i mass media ci hanno prima indirizzati e poi obbligati ha seguire corsi intensivi di fitness, ormai fin da piccoli i bambini sono abituati ad avere fisici muscolosi e scattanti. Le mie braccia sono forti e scolpite come quelle di un uomo... chi l'ha mai visto o sfiorato mai un uomo in carne ed ossa...
Allungo una mano per toccare la realtà. La sua pelle è fredda, eppure sento del calore allietare le mie dita... sarà tutto frutto della mia immaginazione... la mia mente si riempie di immagini, di colori, di suoni... di tutto quello che mi mancava...
 
 
 
Fine prima parte... scritto ora di getto... ma pensato qualche settimana fa a lavoro mentre osservavo il manichino di una bancarella di cinesi... e ho pensato: sarebbe figo e molto strano innamorarsi di un manichino... quanto bisogna essere disperati e delusi del mondo per farlo???
Chissà se il seguito ci sarà mai??? Speriamo di non dimenticarmene... mah
 
Foto di Nick fatte da Nick e non solo... davvero belle... ma quanto sei intrigante???
2006/4/4

Just a Perfect Life

"Stanotte ho fatto un sogno..." si girò a guardarmi con un'espressione tra lo stupito e il divertito, erano stati quegli occhi a rendermi succube di lui fin dal primo momento "No, sul serio non fare quella faccia... Ho fatto un sogno dove tu non c'eri..." "Non ti libererai di me così facilmente" mi regalò il suo sorriso più seducente e accattivante. "Non scherzare. Era una bruttissima sensazione. Io non ti avevo mai conosciuto ma sentivo che mi mancava qualcosa" "Se non mi conoscevi non potevo mancarti...", scossi la testa, per lui era sempre tutto così ovvio, ogni cosa aveva una sua spiegazione logica, facile. Segui la strada più corta e meno tortuosa e percorrila, non complicarti la vita con stupidaggini. "E invece è possibile, mi mancava la mia unica ragione d'essere e mi sentivo incompleta..." Lo guardavo mentre seduto sul letto mi osservava coperto solo dalle lenzuola leggere. Il sole baciava la sua pelle al limite della trasparenza. Bianca e liscia da far perdere la testa. Improvvisamente si buttò giù e si mise a fissare il soffito "Sai, una volta anch'io ho sognato di non essere mai esistito... vagavo per le case, le strade, le vite altrui senza esser visto. Niente mi apparteneva e tutto ciò che vedevo mi feriva, perchè io non ne facevo parte..." "Sarebbe stato un delitto non farti esistere, almeno per me!" rincuorata, ammiravo i contorni del suo corpo di giovane uomo e pensavo che ero fortunata a possedere la Perfezione. Ma mi apparteneva davvero? Era davvero mio? O il suo spirito era talmente libero da volare troppo in alto per essere imbrigliato? Avevo sempre paura di perderlo, che mi scivolasse via, come capelli troppo lisci e vellutati che sfuggono all'abbraccio delle dita. La sua mente a tratti così razionale era soggetta a mutamenti repentini, cambi d'umore improvvisi, crisi interne che gli sconvolgevano i pensieri. Domande che nessuno si poneva lo sommergevano e lo facevano vacillare... e io in tutto questo vedevo quello che avevo sempre desiderato. Pettinandomi davanti allo specchio gli chiesi: "Non mi lascerai mai?", mi sentivo una bambina capricciosa. "Sarò una parte di te per sempre..." soddisfatta cercai nello suo specchio il suo riflesso, ma percepii solo l'eco della sua voce che si smorzava. Spaventata mi voltai e nel letto vuoto vidi danzare magnifici pulviscoli di polvere...
 
Mi sveglio con una strana sensazione che mi attanaglia il petto, sento di aver appena fatto un sogno bellissimo e al tempo stesso così brutto da avermi lasciato un'angoscia pesante come un macigno. Mi sfioro il viso e lo trovo umido di lacrime. Mi rigiro sotto le coperte, assaporando il tepore del mattino e gustandomi la vastità del mio lettone vuoto che mi rende sempre un po' nostalgica.
Penso che devo alzarmi come tutti i giorni, affrontare un lavoro che non mi soddisfa, rapportarmi con gli altri, appartenere seppur marginalmente a questo mondo... tutto ciò non mi pesa... eppure non sono felice... da qualche parte sento che qualcosa mi manca... non mi sento completa! Ogni notte aspetto con ansia il momento di addormentarmi e al mattino mi sveglio dispiaciuta da non sono bene neanch'io cosa...
Solo l'eco rimane ad assordarmi la mente, una frase mi ossessiona e mi culla dolcemente: "Sarò una parte di te per sempre..."
 
 
 
Questa me la dedico. Alla mia idea di Perfezione, purtroppo posso incontrarti solo in sogno mio Sognatore perfetto. Mia Musa sconosciuta che mi ispiri ormai da tempo. La tua storia, la tua vita mi hanno rapito cuore e anima... Le porterò per sempre con me, le fonderò con il mio spirito e le innalzerò ai livelli più alti per raggiungere la felicità che agogno da tempo...
 
 
 
2006/1/30

Altro estratto da "Il Peccato di Caino" Andy dove sei?

Mi appoggio alla parete della doccia, con l’acqua che scende lentamente e sofferente giù per ogni piega e anfratto del mio corpo. Chiudo gli occhi e tutto torna indietro di due anni: ...è la terza volta che chiedo a Mike spiegazione, perchè devo andare via con mia madre? Ogni volta lui mi dà la stessa risposta. Dice che mi farà bene passare un po’ di tempo lontano da lui e da questo ambiente. Questa mania autodistruttiva che mi pervade non gli và a genio. E’ certo che uno di questi giorni mi farò seriamente del male. Glielo urlo che non servirà a niente che è tutto nella mia testa che non è colpa sua. Vuole sapere la ragione di tutto questo accanimento verso il mio corpo. Non glielo dico, non glielo posso dire. Cos’è che ti ha reso così rabbioso Andy? Un tempo... lui... eppure lo sai Mike... Sai cosa mi sta uccidendo lentamente da dentro. Perchè non vuoi capirlo? Perchè non vuoi ricordarlo? Perchè non scavi dentro di te... dentro di me. Guarda tra i miei ricordi e conoscerai anche tu la mia morte... Non voglio andare Mike! Devi andare... Ma lei... sono anni che non la vedo, non la voglio vedere. Sto male con lei, non resisterò. Morirò! Non dire stronzate... Non pensarci Andy sono solo 3 mesi, il tempo delle vacanze. Poi torni, te lo giuro! Tu non ascoltarla, cerca solo di farti passare tutto questo... un dito, il suo dito cozza contro la mia testa. E’ tutto qua dentro Andy, tira fuori cosa ti spaventa... urla se devi, ma non distruggerti, non ci guadagni niente. Vorrei dirglielo, è il mio sangue Mike, ci vado quasi vicino a spiattelare tutto, scorre con il mio sangue, sono io, è quello che è dentro di me ad essere sbagliato, devo estirparlo per sempre...
Ma non vuole sentire ragioni, non ci sono ragioni per restare, così parto con lei. La sua vicinanza per me è assordante, sono anni che non incrocio i suoi occhi ma nulla è cambiato, l’autorità che esercita su di me, la paura che mi sovrasta. E mi porta in un posto lontano, una casa, in una città che non conosco, dove tutto è diverso, dove niente cambia. E non c’è rabbia solo solitudine e abbandono. Perchè Mike mi hai lasciato venire qua? Perchè mi hai lasciato anche tu? Eppure ho sempre pensato che mi avresti protetto. Quella volta mi hai difeso. Un viso... una faccia da dimenticare... essere usato, umiliato, essere un oggetto... non essere più nessuno... Scoprire poi che non sono l’unico, trovare qualcuno Mike... un altro da amare... averlo al mio fianco e non avere più stanze buie dove perdersi... Cosa sia per me l’amicizia? Ho avuto solo te finora... ma, ora una nuova luce, posso camminare a testa alta... posso mettere in pratica quello che tu mi hai insegnato. Potrò avere anch’io un futuro... forse... un giorno. Sempre lei al mio fianco... lei che mi fa desiderare di morire, lei che mi incoraggia a lasciarmi franare tutto addosso. Non è cambiato niente Mike, continuo a combattere contro lei, contro me stesso... In un’estate limpida e vorticosa che gira solo intorno a se stessa, ho scoperto cos’è l’amicizia... ho trovato qualcuno diverso e allo stesso tempo uguale a te...
2006/1/2

Storia insipida come dicevo a L. prima. Andy non è "Andy"!!!

***Questa è dedicata al mio boa viola, agli stivali anni 70 che metterei tutti i giorni e alla nostalgia che provo ma che in realtà non dovrei conoscere***
 
Mi metto in fila dietro a due tipi col boa al collo, uno è rosso acceso e l’altro di un verde pallido. Sono belli i boa di piume, fanno così “puttana”. Il tipo di destra si volta e mi guarda, dalle labbra gli pende una sigaretta appena accesa. Ha le labbra carnose dipinte di un blu elettrico, sorride e dà un leggera gomitata all’amico che però non passa inosservata. Boa verdino non è bello quanto il suo amico, ha ste sopracciglia troppo folte. Mi guarda ammiccante. Saltella dal freddo dall’alto dei suoi tacchi luccicanti. “Bella serata eh?” mi fa. Alzo le spalle e sorrido. Altri tipi più avanti si stanno passando una bottiglia di non so bene che cosa. Hanno cappelli con delle piume innalzate. Un tipo mi passa accanto e mi spinge, sulla maglietta ha scritto “Kiss my Cock”. Lo seguo con lo sguardo finchè non lo perdo all’interno del locale, il buttafuori l’ha fatto passare come niente.
Ho le mani congelate e non mi sento più il naso. Prima di entrare lancio la sigaretta lontano e quel che vedo è un occhio ammicante e rovente nell’oscurità.
Il caldo all’interno è piacevole. Scendo la scalinata, contemplando la mia figura negli specchi appesi ovunque. Incrocio gli occhi di uno sconosciuto che mi saluta mandandomi un bacio. La sala sotto è un’orgia di musica, colori e checche in tacchi alti. Mi fiondo al bar, la maggiorparte del bancone è vuota così appena arrivo ordino un cocktail dallo strano nome. “Tranquillo oggi” mi dice il barista. Di solito nei film si vedono i clienti che assillano i barman con i loro problemi, pensavo fosse un luogo comune, ma si vede che io ho trovato l’eccezione che conferma la regola. Il tipo ha voglia di parlare e mentre mi prepara da bere accompagna il tutto con un discorso interessante e divertente su un suo ex a cui piaceva bere mentre facevano sesso... Sto ridendo quando qualcuno mi schiaccia contro il bancone “Oh scusa è che mi hanno spinto”, è un ragazzo dai capelli lunghi e dal sorriso malizioso, guardo dietro di lui e la sala è vuota per parecchi metri. Nota il mio sguardo dubbioso e cambiando tono di voce mi sussurra all’orecchio “Sono scappati via” si preme sempre di più contro di me. Ha il fiato che sà di alcool e il corpo che è un misto tra deodorante e sudore. Ha appoggiato le mani affianco alle mie sul bancone, mi sovrasta in altezza di una decina di centimetri “Sai che hai un buon profumo? Hai l’odore di chi ha voglia di divertirsi” mi volto nello stretto spazio che mi ha lasciato, alzo lo sguardo e incrocio i suoi occhi azzurri “Tu dici?” la lingua guizza attraverso le labbra e le và ad inumidire, “Si ed hai anche un voce che mi fa venir voglia di...” fa una pausa e avvicina il suo volto al mio, trattengo il respiro, mi sembra che anche il cuore si sia fermato “... parlare con te” il suo non sembra un sorriso ma quasi un ringhio. Allenta la presa su di me, posso riassaporare il piacere della libertà ritrovata. Fa un passo all’indietro e mi contempla, riavvicinandosi mi accarezza una guancia “Come ti chiami?” mi chiede “Andy” gli rispondo “Sei carino Andy, hai davvero un corpo perfetto e delle labbra da mordere” ride e mi unisco a lui “Marc Bolan piacere” allunga una mano verso di me, gliela stringo “Si, certo proprio quel Marc Bolan”, “Si certo perchè non si vede?” sghignazza lui.
Non aveva niente che ricordasse il vero Marc Bolan, ma mi piaceva la sua sicurezza. “Va beh solo perchè sei tu puoi chiamarmi semplicemente Marc” Ha smesso di scuotermi la mano, però continua a tenerla. “Allora Andy cosa fai nella vita?”, “Sto mettendo su un gruppo” intanto si è fatto preparare un cocktail pure lui e lo sta sorseggiando “Uhm mi piacciono gli artisti, abbiamo qualcosa in comune allora” mando giù un sorso “Ah si! Come vanno i T Rex?” ride ma mi guarda in un modo così malizioso che le gambe cercano di cedere al peso del mio corpo “A parte gli scherzi, li conosci i 20th Century Boys? Sono il mio gruppo!”, “Conosco la canzone” “Ci mancherebbe altro” poi cambia tono e atteggiamenti. Accosta la bocca al mio orecchio “Magari qualche volta potremmo collaborare...”, mi sento abbastanza imbarazzato “Ehm si quando il mio gruppo sarà pronto”, “Perchè aspettare così tanto?” mi rende arrendevole la sua vicinanza, non so se ho voglia di fermarlo... Ma altre idee gli sconvolgono la mente, mi tira per la mano e si mette a correre fino alla pista. “Balla con me e questa notte non te la dimenticherai mai”. Saranno state le luci, il caldo o l’aria che si respirava, ma gli credetti. Credo di essere tornato indietro nel tempo e di rivivere tutto in un tempo che è solo per me.
Ballammo tutta la notte, come due amici, come se ci conoscessimo da sempre. Lo vedo ridere ancora adesso, come se stesse succedendo ora. Come se quella pazza notte potesse riaccadere tutte le volte che voglio nella mia testa... e avrei veramente voglia di riviverla. Prendere un bel respiro profondo e sentire l’aria calda e umida penetrare nel mio corpo. Come fotogrammi nella mia testa, ad ogni cambio di luce scorgo scorci del mio compagno, dei suoi occhi che non si schiodavano mai dai miei. Delle sue mani che durante tutto il tempo in cui abbiamo ballato non mi hanno mai sfiorato. Ricordo tutto di lui e mi fa male...
“Il mio sogno è fare qualcosa che la gente ricordi per tutta la vita. Anche dopo che io non ci sarò si ricorderanno di me per quello che ho fatto!” Ho la testa appoggiata alla sua spalla, sono stanco morto per quanto abbiamo ballato “Spero che il tuo sogno si avveri presto” “Grazie” lo dice con quest’aria sincera, di chi ci crede davvero. “Vuoi stare con me stanotte?” alzo gli occhi e sò di sembrare un cerbiatto perchè me l’ha detto lui poco prima. Si vive solo una volta e tutto ciò che fai, senti e dici incide indelebilmente la tua esistenza. Non avrai mai una seconda volta per ripetere il tutto. Hai solo pochi secondi per rispondere in modo il più corretto possibile alle domande che la vita ti propone. Cos’ho risposto quella notte? Non mi ricordo la risposta che gli diedi. Però ho impressi nella mente i suoi occhi azzurri che magnetici mi conducevano nei bagni del locale. Il muro gelido e il suo corpo così caldo che mi faceva star male, i sospiri e i gemiti, la sua lingua e la mia che incessantemente si cercavano, trovavano per poi perdersi di nuovo. I miei muscoli che si contraevano e sguizzavano, ogni sussulto e ogni carezza riaffiorano da dove li avevo sepolti.
 
Che fine ha fatto Marc Bolan? Quello vero purtroppo non c’è più da tanto tempo. E il mio? Il mio Marc è ancora in quella sala senza tempo, aspettando che io arrivi, per un altro ballo, per permettermi di ricordarlo ancora una volta...
 
2005/11/12

Piccolo estratto da "Il Peccato di Caino"... il Mio Andy

...Mi sto avvolgendo l’asciugamano intorno alla vita quando sento suonare il telefono. Corro, inciampando pure sul tappeto. Riacquisto l’equilibrio giusto in tempo per afferrare la cornetta. Sarà Sax che ha trovato qualche nuova cosa da fare. Rispondo ad una voce nuova, sconosciuta mi chiede se sono io. Rispondo di si, mi allungo per conquistare il pacchetto di sigarette che c’è sul mobile dell’entrata, me ne accendo una. “Mi dispiace chiamarla in questo momento...” non capisco di cosa stia parlando, ma lo lascio andare avanti “Volevo farle le condoglianze per la perdita di suo zio, ma soprattutto chiamo perchè mi hanno incaricato...” lo interrompo “Come scusi?” mi scappa quasi da chiedergli di cosa cazzo sta parlando. “Oh mi scusi...” sembra davvero dispiaciuto “Pensavo l’avessero informata...”, “Informato di cosa?” sbotto, lo sento che tentenna, non sa più come prendermi, deve essere un pivellino alle prime armi “La settimana scorsa c’è stato un incidente nella fabbrica dove lavorava suo zio... è stato coinvolto... le sue condizioni erano gravi... e... e... non c’è stato più niente da fare...” un’ondata gelida mi percorre tutto il corpo, mi si gela la nuca, la pelle d’oca mi copre le braccia, mi sento le palle come due ghiaccioli, “Mike” dico, è l’unica cosa che riesco a pronunciare. “Si, mi dice lui, suo zio... ehm Mike” come in un sogno sento le sue successive parole in modo ovattato, distante, impersonale. La sigaretta continua a consumarsi, non l’aspiro più, mi viene da vomitare. Sento il tipo che mi chiama dall’altra parte, pensa che sia caduta la linea. Forse mi ha sentito respirare così continua “Suo zio ha lasciato un testamento in cui lasciava tutti i suoi beni a lei... ehm lei è minorenne vero? Qui c’è scritto così...” Non l’ascolto, mi porto il palmo della mano al naso e premo forte. Mi viene in mente il viso di Mike e penso che non ci credo che non può essere vero “...è stata fissata un’udienza per domani mattina, crede di farcela a venire? E’ richiesta la sua presenza” Mi risveglio dal torpore che mi ha pervaso, “Si” gli dico, mi lascia indirizzo e numero di telefono nel caso ci fossero problemi, mi sta ripetendo quanto gli dispiace, ma io gli ho già attaccato il telefono in faccia. Me ne sto lì in piedi a fissare il vuoto mentre la cenere della sigaretta che tengo ancora tra le dita cade lentamente a terra. “No” mi sento dire a voce alta “Non ci credo”. Lo vedo a Mike, vedo il suo dragone che mi piaceva così tanto, il suo orecchino al naso, lo prendevo sempre in giro chiamandolo bue e lui mi correggeva dicendo che era un toro, un toro da monta. I suoi jeans strappati, le sue magliette di gruppi punk. Quando aveva la cresta verde e quando ce l’aveva fuxsia. Lo vedo incazzato quando aveva scoperto che lavoro facessi e lo vedo dolce con me quando ero piccolo e indifeso. Lo vedo quando mi dice che se mai avesse avuto un figlio lo voleva come me... Vedo l’unica persona che abbia mai amato... e scopro di non averla più...
 
Non piango, non prendo a pugni niente. Ho una rabbia cieca che mi scoppia dentro, ma non riesco a fare nulla. Vado in camera e preparo la valigia. Lo stesso borsone con cui sono arrivato qua. Non ci metto quasi niente dentro. Solo il mio paio di jeans più decente e una maglietta nera a maniche lunghe, qualche ricambio di mutande e dei calzini. Mi vesto come capita. Da un cassetto prendo tutto il contante che ho in casa, me lo ficco nella tasca davanti dei jeans, prendo anche i soldi che avevo guadagnato facendo pompe e che Mike aveva sempre odiato. Mi sto caricando il borsone sulla spalla quando entra Sax “Andy hai lasciato la porta aperta...” poi mi guarda in faccia “Cazzo ma che ti è successo?” “Devo andare Sax” gli dico raccogliendo le chiavi di casa e il pacchetto di sigarette “Ho delle faccende importanti da sbrigare...” “Ehi, ma ti serve aiuto? Vuoi che venga con te?” scuoto la testa. Esco di casa e lui mi è dietro, viene con me fino alla fermata dell’autobus. Mentre sono lì ad aspettare che arrivi, cerco il pacchetto di sigarette ma non lo trovo, non mi ricordo più in che cazzo di tasca l’ho messo “Porca puttana” sono disperato per una cazzo di sigaretta non ci sono posso credere. Poi alzo lo sguardo e vedo Sax che me ne porge una. Me la poggia sulle labbra e me l’accende “Grazie” gli dico “Non c’è bisogno di ringraziarmi” ci guardiamo negli occhi e qualcosa passa tra noi. In quel momento ho la percezione che Sax ci sarà sempre per me. Arriva il pullman e salgo salutando il mio amico con una mano. Mi siedo aspettando di arrivare alla stazione...
2005/8/9

Self Injured

Tra poco, come ormai faccio da un po' di tempo, mi metterò a scrivere... Rimanere sola qua, mentre tutti sono partiti per le vacanze, mi sta servendo per dedicarmi a quello che mi appassiona di più... Così verso mezzanotte quando tutti se ne vanno a dormire e la casa rimane vuota e silenziosa io riprendo a scrivere, fino a che non si fanno circa le 2! E' la prima volta da quando ho deciso di scrivere per liberarmi l'anima (prima lo facevo solo quando dovevo per forza) che riesco a scrivere con questa costanza... Credo che sia vero che sto facendo tutto questo per esorcizzare la mia mente da qualcuno che si è infiltrato così a fondo... Voglio semplicemente donargli la vita che non vivrà mai...
Di sicuro entrerà a far parte di quei miei personaggi che venero, è al tempo stesso onirico e reale, vero e immaginario, vivo e inanimato...
Vorrei veramente essere in grado di donare la felicità con delle semplici parole...
Vorrei vedere con i miei occhi lui che prende vita da quell'intreccio di parole che sono i miei racconti...
Quando scrivo me lo immagino: bello, sognante e sognatore... vivrà per sempre, immortale, sia sul foglio scritto che nella realtà. Perfetto nella sua inadeguatezza...
Quello che lo circonda è un alone di solitudine invalicabile che non mi sono sentita di cancellare, forse è questa sua caratteristica che me l'ha fatto adottare... l'essere così simile a me...
Vorrei conoscerlo nella vita reale uno come lui... troverei così il mio complementare che ho sempre cercato...
 
*Rest In Peace* r.
2005/3/10

"I manoscritti non bruciano"

Non mi ricordo più quanti anni siano passati da quando un giorno mia mamma arrivò a casa con un libro.. un libro di quelli della collana economici, che trovi sulle bancarelle che vendono solo libri nelle strade di Torino.. costava 3000 lire... non mi spirò a prima vista... il titolo poi "Il Maestro e Margherita" pensavo fosse la solita storia d'amore... Appena iniziai a leggerlo, mi sembrva troppo lento e troppo difficile: mi sbagliavo sui nomi (sono russi e mi sembravano tutti uguali), non capivo i capitoli che saltavano da un tempo all'altro... questo succedeva la prima volta che l'ho letto... da allora penso di averlo riletto circa 7 volte, ogni estate lo prendo dallo scaffale in cui riposa tutto l'anno... e ogni estate mi sembra la prima volta che lo rileggo...

Non è solo una storia d'amore, non so bene neanch'io come classificarlo... è un intreccio tra la storia dei due protagonisti e la religione, la vera storia di cristo, per me che non credo in niente questo libro è stato una rivelazione, non perchè mi abbia fatto cambiare idea, ma perchè mi ha aperto nuove possibilità di idee... E' il diavolo col suo seguito che giunge a Mosca sotto mentite spoglie... Il racconto arriva anche ad essere esilarante in alcuni tratti ma, è il finale quello che più di tutti colpisce... penso di rileggerlo ogni volta solo per poter rivedere come va a finire...

"Black Cat in the Hat"